venerdì 21 gennaio 2011

Il Funerale della Ninfea su Indie Zone

Silvia Leoni - Il funerale della Ninfea

In questo EP d'esordio Silvia Leoni ci propone un cantautorato intimo e delicato che sfortunatamente non convince più di tanto. Una voce sottile e penetrante ma fin troppo “accademica”. Le basi arrangiate da “La Guerra delle Formiche” e “Morning Opera” appaiono, d'altro canto, ben strutturate e decisamente gradevoli. “Il funerale della Ninfea” ci presenta sei tracce con stili e lingue diverse. La prima “Amor Fou” è una canzone folk cantata in francese. Con “La Redenzione” e le successive in italiano lo stile e le atmosfere ricordano da vicino Carmen Consoli. Molto interessante la base di “Penombra”, dove la chitarra acustica cresce e si sovrappone con gli archi e le distorsioni, ricordando vagamente le canzoni più ipnotiche dei Sophia di Robin Proper Sheppard. Per il resto vi è “Mary Says” traccia inglese che però suscita ben poche emozioni. Il problema di questo EP è che non mostra una vera e propria identità. Appare più come una prova personale nella quale vi si cimenta in generi a sé graditi. Vi è un portamento troppo educato e citazionale. Forte è la mancanza di quel tocco personale di “maleducazione” nel cantato. Non vi è un filo conduttore nelle tracce presentate rendendo l'ascolto nulla più di una parentesi pomeridiana di cui è facile scordarsi...
Sito web:
www.myspace.com/silvialeoni

lunedì 3 gennaio 2011

Rain - Humpty Dumpty & La Guerra delle Formiche

Lieto di propagare finalmente il nuovo singolo de La Guerra delle Formiche, realizzato insieme ad Humpty Dumpty (http://humptyblog.wordpress.com/), che ha composto (meravigliosamente) musica e testi.

Versione 1, voce di Humpty

Link diretto per il download qui



Humpty Dumpty: music, lyrics, vocals

La Guerra delle Formiche: bass, drums, guitars

Versione 2, voce di Carlo

Link diretto per il download qui




Humpty Dumpty: music, lyrics

La Guerra delle Formiche: bass, drums, guitars, vocals

Rain
Keeps on falling
On the window
On the window of my soul

Rain
Touch like silk
From a cloud
That you left upon my home

Rain fell
Rain
only on my own
'till I left home

Rain
In a ditch
In the street
And I'm older than I was

Rain
Out of you
Out of me
Splashes
On the bathroom floor


Rain came down
Rain
Was only my own
As I
Stared at your window pane
And dried my heart
So I came home

Rain
On a face
That you knew
In the eyes that you once loved

Rain felt
Rain
Rose up in the sky
Through a
Seam
Of eyes and dreams
Only to sway

Rain
There's rain
There's rain
Come back rain

There's rain
There's rain
There is rain

Rain
At the end
Of a song
At the end
Of a dull day

Rain
In your ears
When you listen
When you listen
Near the drain
It's rain

It's
Rain
It's rain
There's rain

There's rain
There's rain
There is

Rain
Will you link
What is torn
What is torn
By different roofs

Rain fell
On the way
And I saw it fall
I wrote it

My love
A swimming pool
Of tears cried again
tears cried again

Tears cried again

Rain
It's rain
There is rain
There's rain
There is


Rain fell
Rain
That grew us alone
A thousand tons


Rain ends a song
That's too long
That's too long
And you said stop

Rain fell
Rain
I felt alone
On my own

domenica 2 gennaio 2011

Il Funerale della Ninfea su Nerds Attack

Silvia LEONI [Il Funerale della Ninfea-Subterra 2010]

Un cantautorato intimo e delicato quello di Silvia Leoni, al debutto con l’EP ‘Il funerale della Ninfea’. Voce sottile, penetrante. Testi personali, semplici, in cui trapela tutta la fragilità, le speranze, i pensieri innamorati e affannati dell’autrice. La parte musicale del disco è stata completamente arrangiata e curata da La guerra delle formiche (Carlo Sanetti, basso/batteria/chitarre), dal progetto di avantgarde sonora Morning Opera (Marco Puci, chitarre) e da Coquelicot (Eleonora Stassi, viola/violino). Sei tracce. Da segnalare: ‘L’amour fou’, folk in francese, che rimanda alle alte scogliera della Normandia e dell’Irlanda; ‘Mary says’, in inglese, nostalgica attesa e coinvolgente danza tra sole e luna. E ancora, l’energica e grintosa ‘La Redenzione’. Un lavoro a tante mani, “una proficua unione di intenti e di anime sorelle” – si legge tra le righe di presentazione del disco –, dominato dalle chitarre che si fanno ora protagoniste, ora accompagnatrici di una voce che sussurra, e che a volte, invece, urla, ma sempre in sordina, come se il fiato le si fermasse in gola. Atmosfere in chiaroscuro, impreziosite dal tocco elegante degli archi di Coquelicot. [***1/2]

Lina Rignanese

www.nerdsattack.it