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mercoledì 5 luglio 2023

Se il non-essere non è

Anche se avevo promesso il cd di No Word Is Ever Enough diversi mesi fa, il caos che governa i miei processi creativi ha di nuovo fatto rallentare inesorabilmente il tutto, ma arriverà. Nel frattempo la mia vita ha preso finalmente forma e sostanza serene e stabili e da un po' di tempo riesco persino a comporre. Avevo urgenza di far uscire qualcosa per sentirmi finalmente sbloccato, non importa quanto imperfetto o acerbo, ed eccola qua. È una melodia lineare che mi frullava in testa da tempo, ma che ho composto e assemblato con un testo in italiano solo adesso, in poche settimane. Non saprei dire di cosa tratta esattamente, è come se la canzone parlasse da sé, in una speculazione metafisica, di sensazioni che testimoniano il conflitto e il passaggio che ho vissuto in questi ultimi e travagliati anni verso una sfiducia nei confronti della razionalità e del materialismo, che pur restano alla base del filtro attraverso il quale guardo il mondo. È una canzone che non ricerca niente, né novità né particolare complessità, e che testimonia semplicemente il mio debito con il rock alternativo dei '90. L'ho realizzata completamente da solo e ha i soliti limiti tecnici, ma non m'importa. Il mio spirito punk mi dice che va bene così, e se farà parte di un'opera più ampia ci sarà sempre tempo per rimaneggiarla. Sento che in un'epoca di estremo narcisismo e rumore di fondo la cosa migliore sarebbe tacere fin quasi a scomparire, ma l'urgenza espressiva preme, seppure per la prima volta nella mia vita non ho aspettative e non cerco più nulla. Rispondo al bisogno di dire che mi àncora alla mio essere uomo, ma sempre meno mi aspetto che venga ascoltato, anche se un riscontro positivo mi darà sempre gioia.

Link per l'ascolto su YouTube:

La Guerra delle Formiche - Se il non-essere non è

lunedì 1 settembre 2014

Il disco della Sfactory

Le Formiche sono piuttosto silenti da molto tempo. Dopo l'ultimo lavoro musicato per Silvia nel 2010 (Il Funerale della Ninfea), non ho prodotto più niente di sostanziale né scritto con regolarità. Qualche collaborazione sparuta è venuta fuori qua e là (Orsorella e gli altri, L'Acqua nella Memoria), ma di fatto sto vivendo come in stand-by, in attesa di non so cosa, mentre mi dedico ora a SubTerra, ora a qualche collaborazione nascosta, in mezzo a doveri quotidiani sempre più pressanti. Ma c'è un lavoro costante, portato avanti a piccolissimi passi, che dalla fine del 2010 mi sta tenendo completamente occupato. Tutto questo lavoro è per la produzione di un disco, scritto a quattro mani con il mio grandissimo amico e artista Humpty Dumpty. Lui ha fornito le bozze di quasi tutte le musiche e i testi, io sto arrangiando, registrando e suonando tutti gli strumenti. Il genio di Humpty mi dà la certezza che, almeno per quanto riguarda la sua parte, questo disco sarà veramente bello. È affidato completamente alle mie mani, ma abbiamo deciso che, a livello vocale, sarà corale. Silvia Leoni, sua sorella (nonché mia compagna) Sumire e il Tedesko saranno infatti i cantanti che presteranno le voci alle dodici canzoni che abbiamo in programma. Tutti insieme costituiamo in questo momento il nucleo centrale di SubTerra (mancano gli Hyaena Reading, che voglio coinvolgere in qualche modo), e così questo disco viene ad acquisire per me un valore collettivo ulteriore. Ma c'è di più. Altri amici potrebbero aggiungersi in esso, amici con cui abbiamo condiviso momenti splendidi nei viaggi in Sicilia degli ultimi anni. Per questo abbiamo deciso di ribattezzare il nostro strambo collettivo Sfactory, perché ci sembra giusto ed opportuno non prenderci troppo sul serio. Nonostante questo, non posso nascondere l'importanza che questo disco assume per me, tale da rimandare i miei lavori più strettamente personali, in attesa ormai da ben quasi otto anni (!). Questa importanza non nasce solo dalla preziosa collaborazione con un genio contemporaneo come Humpty Dumpty (anche se ancora nascosto perché troppo outsider), ma soprattutto per l'amicizia, l'affiatamento e la condivisione di ideali e utopie che hanno unito il gruppo della Sfactory nei brevi ma intensi momenti di incontro de visu. Nella mia perenne ed assoluta solitudine, ho cercato sempre momenti collettivi simili, su cui costruire la mia famiglia artistica ed umana. So per esperienza quanto comunità simili siano fragili se non effimere. È forse per questo che in quasi dieci anni non ho fatto altro che cercare dimensioni collettive, per paura forse di dover fronteggiare ancora una volta la mia solitudine. Qualsiasi cosa sarà della Sfactory, so che dopo questo disco tornerò a me stesso come feci con quell'atto di nascita del 2006, testimoniato da un blog che allora aggiornavo febbrilmente e che disgraziatamente è andato perduto. Quella dimensione, quella mia voce mi mancano. È per questo che voglio riappropriarmene per lo meno con una certa frequenza a partire da qui, da questo lavoro collettivo. 
    Attualmente, le basi ritmiche sono quasi tutte complete. Vi sono le chitarre guida, le batterie e le bozze dei bassi. Mi manca un ampli di basso decente con cui registrare (non ho più congiunti forniti di ampli), ma so già che molti amici potrebbero prestarmelo. Potrebbe anche essere un'occasione per rivederli dopo molti anni. Le idee di Humpty sono bellissime. La loro più grande qualità, come sempre nei suoi lavori, è la melodia. Sono pochi quelli che sanno comporre una melodia come lui. E poi la sperimentazione: nonostante il nucleo centrale di ogni canzone sia da ricercare in una raffinatissima melodia, tale da rendere queste canzoni pop, alcune strutture sono decisamente anti-pop. Ben testimonia questo strano ossimore una canzone come Rain,, il primo singolo di questo disco, già pubblicato nel 2011, ma che rimaneggerò. Oltre a Rain, un altro pezzo è già stato pubblicato nel 2012. Si tratta di Gibellina Song, che ha visto l'esordio inatteso e sorprendente di Sumire alla voce.  Quasi tutti i testi sono stati scritti da Humpty, ma ve ne saranno alcuni scritti da me. Il filo conduttore è ben preciso: il rapporto uomo-donna, sofferto, malinconico, struggente, doloroso. Uno scavo in esperienze che sia io, sia Humpty abbiamo vissuto in maniera molto profonda, forse perché simili da questo punto di vista. Questo tema ha per noi una valenza fondamentale, non solo perché origine del mondo in senso più strettamente fisico, ma piuttosto meta-fisico, ossia creazione tout-court a partire dallo scavo d'abisso che si opera attraverso la sofferenza. Come ne Il Principio del Cerchio. Da qui, in mezzo ai miei amici, sto assistendo alla mia piccola rinascita individuale.

mercoledì 9 aprile 2014

Orsorella e gli altri

Questo è il promo-video che io e Alfonso abbiamo realizzato per "Orsorella e gli altri", un libro di fiabe lateresi (cioè di Latera, un paesino dell'Alto Lazio al confine con la Toscana) edito dal mio amico Davide Ghaleb (qui il link). Lo proponiamo anche in lettura musicata dal vivo e la mia chitarra sarà al servizio di Banda del Racconto (Alfonso Prota alla voce e Marco D'Aureli all'esegesi) domani a Roma, alla libreria Odradek (via dei Banchi Vecchi 57), alle 18.

venerdì 7 giugno 2013

La Copyleft Night a Roma


Una volta all'anno La Guerra delle Formiche si manifesta. Sarà così, fino a che le fila che sto tessendo da anni non saranno composte. L'occasione è bella: una serata dedicata alle etichette che pubblicano con licenze libere, organizzata dai Citizen Kane all'Acrobax. Proprio da qui, nel 2007, iniziai a scrivere sul blog di SubTerra. C'ero capitato con il Ted, non ricordo nemmeno come, e avevo intervistato il collettivo Roma Calling, di cui facevano parte i Palkoscenico al Neon. In quella intervista si parlava già di concezioni diverse del diritto d'autore, di cultura libera, diy, autogestione e politiche dal basso. Sono felice di tornarvi anni dopo, più cresciuto e con molta esperienza alle spalle, a parlare degli stessi temi. Avrò occasione anche di suonare qualche pezzo nuovo, oltre ai miei soliti tre o quattro. Tra questi anche quelli scritti con Humpty Dumpty e la nostra Sfactory, per il nostro disco a cui sto lentametne lavorando da un paio d'anni. Gibellina song ci sarà senz'altro. Il resto della serata la dividerò con i pezzi del Ted. Tutto in acustico, perché ancora non siamo pronti per l'elettrico, ma ci stiamo lavorando. Con noi ci saranno anche quelli di Subcava, che non vedo dal vivo dal 2010. Nel frattempo loro sono molto cresciuti: sono divenuti una vera e propria impresa. SubTerra, invece, per scelta e per forza di cose, è rimasta una realtà più domestica e fluida. Sarà interessante confrontarsi con loro su questioni come musica e mercato, arte e lavoro, per vedere se in mezzo al diluvio in cui stiamo vivendo possa esistere una via d'uscita umana ed economica.


COPYLEFT NIGHT!

LOA Acrobax, 7 giugno 2013 - h. 22
via della Vasca Navale 6 (Roma)

L'Indipendent Music festival - www.imusicfestival.org - presenta una serata dedicata alla musica pubblicata con licenze creative commons.

Sul palco tre gruppi: Citizen Kane, Grammophone e La guerra delle formiche - rispettivamente da Roma, Eboli e Viterbo - che hanno deciso di tenersi lontano dalla SIAE e di permettere una libera diffusione dei propri progetti artistici. Ai live si alterneranno delle brevi interviste con le band e con le etichette Subcava Sonora e SubTerra, per scoprire meglio la realtà del creative commons e del copyleft. 

GRAMMOPHONE (Eboli) Progetto Pop sperimentale. Nel 2012 è stato pubblicato Northporcellin, primo singolo della band. Dal 29 aprile 2013, la collaborazione con l'etichetta Subcava Sonora. Il loro primo album ufficiale "Multiverso" sarà in uscita questo autunno. www.grammophone.it

CITIZEN KANE (Roma) Trio indie rock attivo dal 2004. Nel 2013 è uscito il loro ultimo cd, "La cura dei dettagli", realizzato attraverso una produzione dal basso. 
www.citizenkanetrio.it

LA GUERRA DELLE FORMICHE (Viterbo) è un progetto indie rock nato a metà tra la one-man-band ed il gruppo e pubblicato da SubTerra Label. Imperniato sul lavoro di Carlo Sanetti, in questa occasione presenterà un mini show acustico con Tedesko.